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venerdì 29 aprile 2022

Le botteghe di Tokyo a Milano

 

Ciao a tutti! Torno per raccontarvi di un evento strepitoso e GRATUITO al negozio Tenoha a Milano, vicino ai navigli e alla fermata di Porta Genova (M2).
Sarà aperto fino al 20 maggio.


Ho avuto modo di conoscerlo tramite social anch'io e, da amante quale sono della cultura giapponese, non ho esitato a registrarmi alla mostra immersiva.
La registrazione avviene in modo gratuito e veloce, selezionando data e ora sul sito: vi arriverà un'email di conferma.

 

L'indirizzo indicato sulla mail di conferma e sul sito della mostra è facilissimo da trovare, non avrete problemi: una volta arrivati vedrete il totem giallo a segnalarvi l'entrata...salite le scale ed eccovi!
 Arriverete alla cassa per ricevere il vostro passaporto giapponese e il vostro biglietto per partire alla scoperta di un mondo stupendo e ricco di tradizioni.
Passando attraverso il negozio e il ristorante-bar arriverete a un'entrata molto particolare: sembra di entrare in un vero aeroporto!
Una gentilissima signora giapponese effettuerà un vero check in e via con il viaggio in aereo.

   

Viaggio lunghino vero?  Però in business class almeno!

Eccoci approdati in Giappone: potete usufruire degli armadietti gratuiti per appoggiare i vostri effetti personali e godervi la mostra senza intoppi.
Potete anche riposare sulle sedie dell'aeroporto di Tokyo e osservare quali voli sono in arrivo.
Foto di rito all'entrata in Giappone e via ancora.


 


La mostra è un'esperienza immersiva ed è ispirata alle illustrazioni del libro di Matheusz Urbanowicz, best seller in Giappone!
Riporta alcune delle botteghe più famose e caratteristiche di Tokyo.
In una location molto vasta potrete conoscere l'arte dell'illustratore Urbanowicz, i luoghi e gli strumenti con cui lavora.
Ma anche enormi riproduzioni in pannelli delle bellissime e variopinte botteghe giapponesi: da quelle che vendono abbigliamento, a quelle che vendono vari tipi di alghe. Troverete un ristorante, la bottega delle biciclette, quella del vestiario e dei tessuti e un salone per le acconciature.

Il tutto sempre contornato da oggetti giapponesi che caratterizzano quell'ambiente.

Potrete fare un giro nei parchi di Tokyo durante la stagione dei ciliegi, spedire cartoline e farvi delle foto alle tipiche macchinette automatiche per i selfie.
 
  






  




 Ovviamente all'interno della mostra, in quella che è la biblioteca, troverete uno shop con libri e snack tipici giapponesi.


Vi divertirete a scoprire tutti gli angoli nascosti di questa mostra, oggetti vintage e usi e costumi!

Ma per tutto esiste una fine: per tornare dovrete prendere ancora una volta l'aereo...
che malinconia il ritorno alla realtà!


Questa mostra può essere un'esperienza davvero simpatica per grandi e piccoli:
è curata nei minimi dettagli e l'ho trovata facile da visitare, ben spiegata e molto piacevole esteticamente come luci e disposizione dei pannelli. 
Potete restare all'interno quanto ritenete necessario.

Essendo gratuita trovo corretto ci sia uno shop a prezzi non esattamente competitivi, anche perché tutto quello che vendono è Made in Japan!

Vi consiglio assolutamente di visitarla perché è una bella esperienza per chi adora viaggiare come me ed è amante della cultura giapponese.
Inoltre potrete passare anche dallo shop Tenoha, anch'esso molto gradevole e fornito e gustare un bel bubble tea, un ramen o piatti tipici giapponesi prenotando al ristorante.

domenica 14 novembre 2021

VERONICA. Dentro al carcano, in pe': tra storia e leggenda

Buongiorno a tutti!

Questa domenica ci ritroviamo per parlare un po' di teatro!

Grazie al consiglio di un'amica sono andata dopo tanti anni al teatro Carcano di Milano (l'ultimo spettacolo che mi ricordo di aver visto risale a circa due o tre anni fa. E che ricordi poi: ai tempi del liceo, spesso guardavamo i musical in inglese con la scuola) per la prima di uno spettacolo tutto particolare: " VERONICA. Dentro al Carcano, in pe' ".



Da ignorante, il titolo non mi suonava per nulla conosciuto, l'illustrazione certo attirava la mia attenzione, ma non sapevo bene come interpretarla, a parte pensare fosse appunto questa Veronica...ma Veronica chi?!

Non volevo leggere troppo a riguardo per non rovinarmi la sorpresa, ma il mio spirito di completezza pretendeva qualche risposta in più.

Dalla descrizione online mi vennero ancora più domande:

"Primo capitolo dell’annunciata collaborazione tra il Teatro Carcano e ATIR, VERONICA (dentro al Carcano, in pè!) è una visita itinerante con spettacolo che attraversa le tappe fondamentali della storia del Teatro Carcano, che coincidono con quelle della città e dell’Italia tutta. Raccolto in piccoli gruppi di massimo quindici persone per volta, il pubblico accederà a luoghi solitamente nascosti ai suoi occhi – i camerini, il retropalco, i sotterranei – che pullulano di aneddoti sui più grandi nomi del teatro e della storia rivivendo ciò che è avvenuto su quel glorioso palco: i grandi spettacoli, le opere, i virtuosismi dei cantanti e le acrobazie del circo, le incredibili abilità di cani geniali e quelle misteriose dei mentalisti fino all’esposizione della macchina volante: due secoli della nostra storia in meno di un’ora.

A guidarci Veronica – impersonata in alternanza dalle attrici Virginia Zini e Marika Pensa dirette da Omar Nedjari – un nome che riporta naturalmente a quella canzone con cui la evocava Enzo Jannacci citando “al Carcano, in pè”. Una guida spiritosa e irriverente, che prenderà il pubblico a braccetto per mostrare l’altra faccia del teatro… il SUO teatro."


Mi chiedevo: come sarebbe stato uno spettacolo itinerante per il teatro?

Non sapevo cosa aspettarmi a parte una visita guidata con un po' di animazione...

In ogni caso ero molto curiosa di scoprirlo ed ero certa che tornare dopo tanto tempo a teatro sarebbe stata un'esperienza unica come solo il teatro sa essere.


Arrivate la mattina di domenica 31 ottobre, dopo aver consegnato il biglietto, ci ritroviamo ad attendere davanti ai tendoni chiusi, incerte su dove aspettare.

Pensavo di sedermi in platea come ogni altro spettacolo (lo so, avevano detto itinerante, ma ho la testa dura io!), ma il piano evidentemente non era quello...

Di lì a poco ci sarebbe stato tutto più chiaro: una voce femminile, carismatica e esuberante ci chiamava per farci venire più vicino a lei.

Ed è qui che ha inizio lo spettacolo.



Non ve ne parlerò nel dettaglio per non svelarvi troppo riguardo il suo contenuto, ma posso dire che alla fine di questo "tour guidato e animato" da una bravissima attrice e cantante, per l'appunto Veronica, mi sono ritrovata a conoscere meglio un pezzo di storia della mia cara Milano, a guardare dietro le quinte di uno dei più storici teatri italiani, costruito nel 1800, ma anche a emozionarmi per fatti meno conosciuti, direi misteriosi e forse un po' inquietanti tra quelli raccontati... potremmo proprio definirli INEDITI!


Insomma ne uscirete stupiti, forse anche più consapevoli di prima!

Non posso che consigliarvi questa nuova produzione del Teatro Carcano, sia per la particolarità di questo tipo di spettacolo (in parte itinerante), che per la bravura delle attrici e la sapienza con cui è stata costruita la trama.


Miraccomando! Andate al Carcano conoscere Veronica!


Personalmente penso che regalerò più esperienze culturali a chi amo questo Natale dopo questi due anni di lockdown! 🥰 




ORARI: infrasettimanali ore 17:00; sabato ore 16:00; domenica ore 11:00.

Biglietto € 10,00

Durata: 50 minuti.


Immagini tratte da https://www.teatrocarcano.com/spettacoli/veronica-dentro-al-carcano-in-pe/ e dal profilo Instagram @teatrocarcano https://www.instagram.com/s/aGlnaGxpZ2h0OjE3OTQ3Nzg3NzE5NTgwOTk3?story_media_id=2692414060462963411_615048469&utm_medium=copy_link


domenica 21 marzo 2021

Una sofferenza silenziosa

Ciao a tutti!

Da un po' non andiamo fuori tema: ma oggi voglio assolutamente prendere un filo diverso da quello in cui trattiamo di cosmesi.

Parliamo di qualcosa di non propriamente leggero, ma sento di dover fare questa riflessione, che spero vi interessi.

A chi non è mai capitato di avere con sé, a casa, un animale "da compagnia": cane, gatto, criceto, tartaruga, pappagallino, coniglio e così via?!

Quasi tutti hanno fatto l'esperienza di possederne uno e vivere insieme a lui in famiglia.

Ma non è solo di questo che voglio parlarvi.

Voglio parlare con voi di una situazione inevitabile: il momento della dipartita dei nostri amici animali e del fatto che esista un forte dolore vissuto dalle famiglie per questo motivo:

una sofferenza silenziosa, poco riconosciuta dalla società.

Ma perché?

Se quasi tutti hanno posseduto almeno una volta un animale domestico, allora è conseguentemente vero anche che lo stesso numero di persone ha dovuto anche affrontare la loro morte, prima o dopo (quasi sempre però prima della morte della persona, dato che viviamo molto di più), per le ragioni più diverse, molto spesso a causa di malattie di varia natura.

Malauguratamente, anch'io poco tempo fa ho subito, insieme alla mia famiglia, questo evento tragico (per di più aggravato da probabili errori medici).

Il mio gattino, Trillo, era con noi da quasi 10 anni: trovammo un siamese thai di circa 4 anni abbandonato nel luogo di villeggiatura in montagna dove alloggiavamo io, mia mamma e i miei due fratelli minori.

Un giorno mia mamma mi aveva raccontato di lui e mi aveva mostrato le sue foto mentre faceva le feste a lei e ai miei fratelli nel vicolo davanti a casa: pensavo fosse una sua "cotta passeggera" per un altro gatto (da entusiasta di tutti i tipi di gatti non ero nuova a questo tipo di suoi discorsi), poi mio padre non voleva saperne di avere un gatto in casa, per cui avevo sottovalutato tutto ciò.

Eppure quella notte mia mamma non riuscì a dormire pensandolo fuori da solo al freddo durante un temporale, nonostante avesse qualche vicino che gli forniva delle crocchette e un tetto sotto cui rifugiarsi.

Ebbene, la mattina dopo, mia mamma era convinta: dovevamo salvare quel gatto. Mi diede l'ordine di aiutarla prendendo una valigia morbida traforata per portarlo a casa (solo dopo essermi assicurata che fosse rimasto sempre nel suo solito quartiere perché l'operazione andasse a buon fine).

E così fu: la prima volta che lo vidi comparire dai prati, manto marrone scuro sfumato e limpidi occhi azzurri, dal portamento regale e agile, rifiutò di buon grado la mia offerta di surimi (unico alimento a portata di mano in casa che avrebbe potuto gradire) con quel suo innato carattere principesco, anche se molto cordiale.

Poco dopo io e mia mamma lo avevamo "catturato" e ci dirigevamo a casa, tra un miagolio e l'altro dentro la borsa che portavo.

Il primo giorno stette nascosto per la paura dietro la porta del bagno, scrutandoci con i suoi occhi enormi dalla fessura. Poi finalmente accettò la nostra offerta di pace: una bustina di cibo umido e acqua.

Per almeno una settimana stette sui letti tra le coperte calde e, ogni tanto, tra noi sul divano, facendo fusa ininterrotte.

 

Avevamo paura, essendo un maschio, che non fosse sterilizzato e che marcasse la casa: lui pensava di farlo effettivamente, ma per fortuna era già stato sterilizzato dai precedenti proprietari.

Non vi dico poi l'ansia di tutti nell'aspettare che andasse nel catino (un po' spartano e alto per un gatto) che avevamo riempito come lettiera! Per fortuna la prima notte lo sfruttò subito: noi ringraziammo il suo istinto.

Per mio padre fu un colpo sapere che avevamo preso un gatto. Inizialmente, infatti, era molto restio ad accettarlo. Mia nonna, invece, ci fornì subito un trasportino per portarlo a casa.

Da allora sono passati 10 anni di affetto in cui abbiamo imparato a conoscerci, consolarci, coccolarci e soprattutto a ridere.

Negli ultimi mesi aveva sviluppato un linfoma nasale e abbiamo faticato a trovare velocemente un modo per intervenire a causa di indicazioni molto spesso errate o fuorvianti da parte dei veterinari. Alla fine è quasi guarito grazie alla radioterapia, anche se purtroppo eventi improvvisi, poco chiari e tragici ce lo hanno tolto quando pensavamo di avere ancora un po' di tempo con lui.

Non dimenticherò mai la sua serie di sguardi "parlanti", che esprimevano le più disparate emozioni; le sue particolarità, come il fatto di masticare solo da un lato della bocca; la sua ossessione per i pile morbidosi, e per tutto ciò che scricchiola e la sua passione per il sole splendente o per i pettini. Ma soprattutto non dimenticherò che per lui era fondamentale un'interazione con noi, tanto da venirci a cercare o dormire con noi su letti e divani. Persino quando stava peggio non gli è mai mancata la forza di fare coccole e fusa.


La morte di un essere puro, sincero e speciale, che diventa parte della famiglia, non è mai semplice: è un lutto che scava un profondo vuoto nel cuore, come per uno stretto parente.

La casa pare svuotata di significati e triste.


Se ci si pensa, fare la conoscenza con una persona non è poi così diverso dall'incontrare e convivere con un animale: nel primo caso si tratta di un rapporto con un essere complesso, certo, mentre nel secondo caso si creano delle dinamiche che si basano  sul linguaggio non verbale.

Alcuni studi, però, dicono che anche tra persone il linguaggio non verbale fa l'80% della comunicazione, per cui, per molti aspetti, il rapporto che si crea nei due casi è molto simile.

In effetti, in generale i legami che si costruiscono, tra persone e tra persone e animali, non si basano in modo preponderante sulle parole, ma sui fatti: quando un fidanzato o un parente dice di amarci non ci bastano mai solo le parole ma i fatti che lo dimostrino (come accade nei casi di partner maltrattanti nei confronti della/del compagna/o: le parole davanti a un comportamento vile non contano più. Per esempio, spesso si sente dire dalla vittima "Diceva di amarmi, ma poi si arrabbiava e mi tirava uno schiaffo").

Tornando ai nostri amici animali, quindi, credo di poter dire con un buon grado di certezza che loro sanno mostrarci davvero bene l'amore che provano per noi, forse meglio delle persone e lo fanno tutti i giorni, con gesti e sguardi.

Pare indubbio che gli animali ci amino, e non solo perché ci curiamo della loro salute e sussistenza, ma perché c'è "qualcosa di più" che traspare dal loro sguardo:

non vi è mai capitato di dire o pensare qualcosa di simile a: "la sua espressione assomiglia a una persona" o "il suo comportamento mi stupisce perché è così umano"?!

Ricordo di averlo pensato quando il mio gatto andò a consolare mio fratello che piangeva, o si poneva davanti a lui per proteggerlo.

 

Si può dire che sia solo gratitudine quella che provano gli animali verso di noi?

O che i loro comportamenti siano solo frutto dell'istinto?

Io non credo, o meglio, penso che ci sia in loro un innato amore, in un certo senso istintivo e naturale.


Se qualcuno di voi è credente, come me, spero possa trovare consolazione anche nel fatto che sia noi che loro siamo entrambi parte della creazione.

Gli animali sono stati creati prima di noi, popolando la terra, e sono stati salvati per ordine di Dio grazie a Noè e alla costruzione dell'arca: perché l'avrebbe fatto se non li ritenesse parte di un progetto più ampio?

Del resto lui li ha creati e ha voluto che ce ne prendessimo cura ("e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra"):

"Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo. Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.". (Gen. 1,20-28).

 

Dopo averli creati, Dio "li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche (...)". (Gen 2,19-20).


Da https://www.vitaepensiero.it/news-lintervista-una-nuova-arca-di-noe-per-salvarci-dalleco-disastro-5299.html


"D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. (...) Essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita." (Gen 7, 2-14).

 

Certo, i più cinici penseranno: "vuole solo trovare giustificazione e consolazione alla sua perdita, gli animali non sono affatto persone!".

Ma confrontandomi con molti amici e anche colleghi sui social, e non, ho trovato una forte solidarietà perchè ci lega tutti una forte sofferenza alla perdita dei nostri animali:

c'è chi mi ha detto semplicemente: "comprendo il tuo dolore" ("perché l'ho vissuto anch'io" - ho pensato).

Chi ha voluto raccontarmi la sua storia e quella del suo compagno o compagna di vita domestico, le traversie e i momenti gioiosi e di come ora lo ricorda. 

Chi mi ha parlato di dove immagina i propri animali felici e insieme.

O chi mi parla di come han superato quel lutto e di come ora dia amore a un altro piccolo compagno di vita.


Pensando a tutte le persone che mi hanno parlato di un qualcosa di intimo e privato come la sofferenza e il lutto, in questo caso, del proprio amato animale domestico, mi sono accorta che le persone che vivono questa situazione sono tantissime.

Devo ammettere che io non avevo ancora tenuto conto del fatto che gli animali morissero prima di noi, e che prima o poi avrei dovuto affrontare questo fatto -povera ingenua...- (ciò sicuramente ha un po' aggravato il mio malessere). Molti, invece, hanno questa consapevolezza fin da subito e vivono questo lutto anche più volte.


Allora mi chiedo:

è possibile che prima di viverlo in prima persona non ne avessi quasi mai sentito parlare, soprattutto nei grandi canali di comunicazione?

Mi stupisco del fatto che si parli poco di tutto ciò: come se questa sofferenza non fosse importante, come se non fosse riconosciuta realmente dalla società, perché si tratta "solo" di animali (e lo dico non essendo mai stata un'animalista accanita).

Forse per qualcuno questo dolore è anche fonte di vergogna, come se non ci si sentisse in diritto di provare certi sentimenti per dei 'semplici' animali.

Ed effettivamente, se ci pensiamo, la vita degli animali domestici formalmente conta ben poco: quando si ammalano le spese ricadono tutte sulla famiglia, non esiste un "Servizio Sanitario Nazionale" che sostiene i costi. Perciò chi può cura con tutti i mezzi i propri animali (tralasciando poi che anche nel mondo delle cliniche per animali ci sono grossi interessi dietro l'operato dei veterinari e che spesso è difficile trovare persone realmente affidabili a cui consegnare con tranquillità il proprio animale), gli altri sono lasciati a loro stessi.

Altro elemento è che non esiste un luogo dove sepellire gli animali: o meglio esistono alcuni enti privati e quasi sempre a pagamento, anche per avere le loro ceneri in urna. Altrimenti vengono sepelliti nei campi o inceneriti.

E ancora: la Chiesa non riconosce il valore dei cosiddetti "animali d'affezione".
Mio padre mi ha fatto notare come essa non si sia praticamente mai esposta su tale argomento, perciò rimangono aperti molti interrogativi a cui spero si darà risposta:

Gli animali hanno un'anima?
Se non sono persone cosa sono?
Li ritroveremo quando non ci saremo più?
Pensare il contrario sarebbe deprimente perché significherebbe che il loro valore di esseri viventi si annulla con la morte.

Spero davvero che si prenda sempre più coscienza di come i nostri animali, che sono come figli e fratelli per noi, incidano sulle nostre vite di tutti i giorni. Forse lo capiamo solo quando non ci sono più, perché si tratta di un evento estremamente doloroso, ma sicuramente tutto ciò mi porterà a considerare con più peso e responsabilità l'eventuale adozione di un nuovo animale e quello che comporta soprattutto a livello affettivo.


Recentemente, vedendo una serie tv, ho trovato consolazione in alcune parole che venivano pronunciate, si diceva:

"Cos'è il dolore se non l'amore che persevera?!" (Da "Wanda Vision"):

Nessuno, quando prendiamo un animale domestico, ci dice che la loro scomparsa sarà un dolore atroce, altrimenti nessuno adotterebbe animali. Probabilmente però non funziona così: la sofferenza ci giustifica a non amare per nulla? Non penso. Essa è la dimostrazione probabilmente che ne vale la pena, invece.

La citazione sopra, seppur contestualizzata diversamente, mi ha fatto molto riflettere sul valore di ogni momento passato con Trillo e sul fatto che il suo speciale amore per noi non andrà mai perduto, così come quello che noi gli abbiamo dedicato in questi anni, che sicuramente rimarrà nei nostri cuori e nei nostri affettuosi ricordi per lui.

Sento che si prenderà cura di noi ancora da lassù e sicuramente ritrovarlo sarà una gioia.


https://petadvisor.it/animali-domestici/


mercoledì 11 settembre 2019

SANA 2019 e tutte le novità🌱


Ciao a tutti! 💗 🌷

Innanzitutto mi scuso per l'assenza causa esami. 📖







Vi vorrei poi raccontare la mia esperienza alla fiera di Bologna: SANA,


una fiera in cui si parla del biologico a livello di alimentazione 🍢, ma anche della cosmesi, e di tutto ciò che è ecosostenibile!  💚



🌳 Ammetto che il mio interesse era più che altro mirato verso i padiglioni dedicati alla cosmesi, di cui conosco per via diretta o indiretta molti marchi "green".



👭 Ci andammo sia io che mia madre (dato che era un suo sogno da parecchi anni) il giorno sabato 7 settembre: treno alle 7 e ritorno per le 21 di sera... una giornata sicuramente intensa.

Lo stand di Phitofilos 


Fummo particolarmente fortunate perché mia mamma vinse il biglietto tramite un giveaway su Instagram con Ardes (il costo è di 10 euro e scontato 5, quindi nulla di esagerato!),

mentre io fui molto gentilmente invitata da un marchio che lanciava la linea proprio in fiera: PuraEssenza, una piccola start up che collabora con Le Herbarie, con cui condividevano lo stand.

Eccomi qua sotto dopo aver conosciuto l'ideatrice del brand, Debora:



Dotate di uno zaino a testa e di una shopper ci addentrammo così tra i padiglioni 25 e 26 soprattutto, tentando ovviamente di perderci perché la cartina non era molto reperibile!


Primo stand visto: Alma Briosa. La linea Maya davvero ben fatta, profumazioni ottime!
Era un po' come essere al Luna Park... ti giravi e vedevi uno, due, tre stand, marchi interessanti che magari non conoscevi a fondo e, incuranti della lista precisa con scansione oraria che ci eravamo preparate, ci siamo ritrovate ad essere trasportate di qua e di là dove capitava !



Rispetto al Cosmoprof, dove eravamo state a marzo, il SANA è una fiera più composta e ordinata, negli stand gli espositori sono anche molto più cordiali e ci hanno illustrato la loro storia, la loro filosofia e le novità con una gentilezza inaspettata.

Qua vi lascio il link del video della fiera, che mi ha editato Matteo Dolci su Youtube !



Passione integratori alimentari
Molti regalavano anche dei campioni per provare i prodotti e alcuni erano interessati a collaborare insieme:

 così ora mi ritrovo con tantissimi prodotti da provare e di cui ringrazio le aziende ovviamente!

Nei prossimi mesi ne sentirete parlare senza dubbio nei miei articoli!

Avevamo prenotato il test della pelle da La Saponaria!
Hanno tante novità ai prebiotici e probiotici come lo scrub per il cuoio capelluto.
Ho acquistato un idrolato e una maschera peel off!


Sono stata colpita da talmente tanti brand che sarebbero troppi da scrivere, ma vi lascio alcune delle foto migliori con la descrizione :

Novità Maternatura: maschere capelli con grafica impeccabile!


Pettirosso Cosmetici! Ho acquistato un fantastico siero!



Insomma per me e anche per mia madre è stata un'esperienza travolgente, dove abbiamo scoperto tantissimo sul mondo della cosmetica sostenibile e sull'etica dei diversi marchi.


Siamo uscite con delle mani così morbide e idratate, dopo aver provato creme e sieri in quasi tutti gli stand, che quasi non ci riconoscevamo più !





Natura Equa

Puravida ha lanciato il nuovo Active Booster
Aulina Cosmetica
con i saponi sfusi da erboristeria!












Ho avviato una piccola collaborazione con Be on me e le loro novità dell'anno stanno nella linea Tattoo



Officina Naturae con i nuovi cosmetici solidi
Novità Alkemilla: creme mani, bagnodoccia e colorazioni capelli



Zuccari e gli integratori alimentari
Ho ritirato il mio Social Kit con alcuni prodotti interessanti

Ho partecipato al contest VegUp e ho vinto un cofanetto di prodotti!
Fantastici saponi di Apiarium, che ha lanciato la linea uomo e di profumi




🌸 Ci siamo già ripromesse di tornare l'anno prossimo con i trolley (avevamo la schiena a pezzi per il peso) per due giorni di fila, aggiungendo anche una visitina a Bologna!


🍏 Spero di avervi fatto rivivere un po' la fiera, e, per chi non ci è stato di avervene dato una panoramica interessante !